
Adagiata in un’insenatura del litorale adriatico, a 16 m sul livello del mare e a 34 km a nord-ovest di Bari, Bisceglie ha un'estensione di 68,47 kmq e una popolazione di circa 55.000 abitanti. Grazie alla sua favorevole posizione geografica, il territorio biscegliese ha conosciuto sin dal Paleolitico Medio la presenza dell'uomo, come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nelle grotte di S. Croce e nelle cave Mastrodonato. Nel territorio di Bisceglie sono inoltre disseminati alcuni dolmen, monumenti funerari risalenti all'età del Bronzo Medio (3.000-1.000 a.C.), tutti posti su alture. Fra questi, particolare rilievo per l'eccezionale stato di conservazione e per la consistenza numerica dei reperti ha il dolmen della Chianca, annoverato tra i più importanti d'Europa per dimensioni e bellezza.
La cittadina comprende un'area moderna e il caratteristico borgo antico, situato in posizione elevata e risalente all’XI secolo. La città vecchia è costituita da un intricato complesso di vicoli che si dipartono a raggiera dalla Concattedrale e da un agglomerato di case addossate le une alle altre. Essa offre molteplici testimonianze storiche: la Concattedrale (XI-XIII sec.), la chiesa di S. Adoeno (XI sec.), di San Matteo (XI sec.), la chiesa di S. Margherita (XII sec.) e il castello medievale, su fondazione normanna, ma di impianto tardo-svevo.
La costa, lungo la quale si aprono piccole insenature che prendono il nome di cale, offre spiagge rocciose dai ciottoli bianchi e dalle acque cristalline, che, unitamente alle nuove strutture ricettive e ai relativi servizi, si inseriscono in un contesto ambientale e territoriale ricco di attrattive. Fenomeno diffuso nell’entroterra è il carsismo, causa principale della formazione di grotte sotterranee, che in epoca preistorica hanno consentito l'insediamento dell'uomo. Fra queste cavità, la più grande è la grotta di S. Croce, che ha un ingresso largo circa 12 m e alto 11 m ed una profondità di circa 100 m.
Bisceglie ha sempre avuto un rapporto privilegiato con il proprio agro. Nel territorio biscegliese si riscontra la presenza di antichi insediamenti, ormai abbandonati, detti “casali”, che cominciarono a formarsi durante l’Alto Medioevo. Questi erano costituiti da un luogo di culto, una o più torri sparse nel territorio, dei cortili per i pascoli, opifici e laboratori agricoli; attorno a questo insediamento si sviluppava un villaggio che poteva raggiungere una popolazione di un centinaio di unità.
Le attività economiche maggiormente in uso, non erano soltanto quelle agricole, ma, nei brevi periodi di fermo lavorativo, gli abitanti si dedicavano alle attività marinare. Verso l'inizio dell'XI sec., quando sulla costa cominciarono a costituirsi agglomerati urbani, gli abitanti dei casali, esasperati dalle frequenti incursioni normanne, preferirono trasferirsi nei nuovi centri cittadini, determinando la specializzazione economica e produttiva dei casali, che diventarono anche centri di produzione olearia. Nove erano secondo la tradizione i casali dell'agro: Giano, Pacciano, Sagina, Zappino, S. Nicola, Cirignano, Salandro, S. Stefano, S. Andrea.

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